L’Assessore al welfare della Regione Piemonte, Augusto Ferrari, oggi in conferenza stampa, a Novara, per commentare il crescente numero delle richieste del Reddito di Inclusione ed il positivo andamento della messa a sistema di questo strumento si chiede, rivolgendo la domanda anche al Governo: “ Qual è la strategia dell’attuale Governo sul punto del contrasto alla povertà assoluta? Qui abbiamo una misura messa in campo, concretamente, che sta cominciando ad operare, sta producendo degli effetti. Mentre ad oggi, visto che con il Ministro Di Maio non abbiamo ancora avuto alcun tipo di confronto, per il Governo c’è la vaga idea di dotarsi di uno strumento- rinviato però non si sa a quando- che, in base alle carte che noi abbiamo, costerebbe minimo 30 miliardi di euro, e che richiederebbe, per essere messo in campo, la totale rimessa in discussione dell’attuale assetto del welfare italiano, perché occorre, da qualche parte, recuperare queste risorse”.

Allora il problema è” – riprende Ferrari– “ qual è, rispetto a questo punto, la strategia politica del Governo, su un punto nodale, che anche in campagna elettorale è stato continuamente richiamato? Ad oggi siamo di fronte alla totale incertezza, alla mancanza di una chiaro indirizzo, e quindi noi diciamo al Governo e al ministro Di Maio, che la strategia, a nostro avviso, più realistica, è quella di far crescere questo strumento, il Reddito d’Inclusione. E’ quello di fare in modo che questo strumento, che è già presente, è già messo in campo, sia potenziato.

Noi abbiamo fatto una proposta molto chiara come Partito Democratico: triplichiamo, dall’anno prossimo, le risorse dedicate a questo punto (che ad oggi ammontano a 2 miliardi circa). Vuol dire lavorare per mettere a disposizione almeno 7 miliardi di euro, ed è la cifra che anche Alleanza Contro la Povertà identifica come la soglia per poter intervenire sul fabbisogno reale. Lavoriamo in questa direzione qui, noi saremmo i primi a collaborare. Ma mi sembra che da una parte ci sia la volontà di concentrare l’attenzione pubblica unicamente su un tema, quello della immigrazione, identificando nelle ONG il nemico principale da combattere, mentre dall’altra parte, sulle questioni di merito del contrasto alla povertà nel nostro paese, non si fanno scelte. Si lanciano dei messaggi qua e la.

Noi diciamo invece una cosa molto più concreta, reale: abbiamo uno strumento messo in campo, facciamo in modo che questo strumento possa crescere perché sta funzionando, nonostante ci siano ancora dei limiti”.