Il Consiglio regionale ha approvato all’interno del dibattito sull’Omnibus alcune modifiche alla legge regionale sulle case popolari. “Si è così positivamente concluso un percorso di revisione della legge frutto del confronto da tempo con le ATC, i Comuni e le organizzazioni sindacali dell’inquilinato” ha dichiarato l’Assessore alle Politiche Sociali Augusto Ferrari.

Le modifiche più rilevanti sono collegate da un lato alla modifica dei requisiti che le famiglie devono possedere per poter presentare domanda ed essere inseriti nelle graduatorie, dall’altro a dare stabilità al sistema delle ATC piemontesi favorendo l’equilibrio dei bilanci.

Per quanto riguarda i requisiti sarà necessario avere la cittadinanza italiana, o di un paese europeo, o essere in regola con la legge nazionale sui permessi di soggiorno e avere almeno 5 anni di residenza in Piemonte, di cui almeno tre nello stesso ambito di Comuni.

L’accesso non sarà consentito ai nuclei che possiedono una casa in proprietà situata su tutto il territorio nazionale e anche all’estero, purché non la stessa non sia dichiarata inagibili o sia sotto pignoramento.

“Si tratta di un principio di equità sociale tra tutti i cittadini. I criteri di accesso e di permanenza devono favorire le persone in reale stato di bisogno senza creare disparità” continua Ferrari.

Per quanto riguarda l’equilibrio dei bilanci delle ATC, la modifica approvata tiene conto della difficile congiuntura socio-economica che ha attraversato la nostra Regione e da cui sono derivate importanti riduzioni degli incassi relativi agli affitti pagati dagli assegnatari: esse, per garantire l’indispensabile equilibrio del bilancio vengono autorizzate ad utilizzare, in via straordinaria e per un massimo di tre anni, una parte dei proventi delle vendite decisamente più elevata rispetto a quella ordinariamente consentita. “L’obiettivo perseguito – conclude l’Assessore – è quello di assicurare la tenuta degli enti gestori del patrimonio pubblico mentre agli assegnatari con difficoltà si continuerà a dare tutela attraverso il Fondo sociale”.